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Nell'immagine Shiva e Shakti, il principio maschile e femminile, la coppia cosmica (immagine dal sito: http://www.yoga-integrale.com/shiva-e-shakti-la-coppia-cosmica/)

Quando ho chiamato la mia amica Claudia Bonfanti che organizza le vacanze olistiche Almaluna a Capalbio avevo un solo desiderio, stare a contatto con la natura e rilassarmi dopo due mesi impegnativi interiormente. Non avrei mai pensato di ricevere così tanto a Capalbio… di questo ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, di risate, comprensione, accoglienza, amorevolezza. Non sapevo quale fosse il tema della vacanza olistica perché avevo cambiato all’ultimo la mia settimana, così qualche giorno prima di partire, per curiosità, ho guardato il sito Almaluna: il Tantra. In men che non si dica ero in contatto con le mie resistenze che mi sono portata fino alla soglia della tenda che mi aspettava al camping.

E ho avuto conferma che dove c’è una resistenza c’è qualcosa che desideriamo profondamente e più la resistenza è forte più c’è una strada apposta per noi dietro. Si tratta di avere coraggio di restare. Le cose che non ci fanno minimamente paura, è perché non ci spostano di un millimetro dalla nostra zona di confort e quindi non ci portano ad una vera espansione.

E’ stato il primo contatto, il primo giorno di Tantra, con un ragazzo, che mi ha permesso di restare. L’incontro mi ha traghettata verso uno spazio di me stessa che avevo dimenticato, mi ha ricordato la donna selvaggia di cui parla il libro “Donne che corrono coi lupi”.

Si scappa per paura, per viltà o per punizione. Si ritorna per coraggio, malinconia o per restituire qualcosa che si era perso”.

Si scappa per paura…

accade quando ciò che ci arriva incontro è troppo forte, o troppo veloce nei tempi, o ci sembra troppo in termini di quantità, ad ogni modo temiamo di non essere in grado di starci, per cui il nostro sistema nervoso va in allarme e scappiamo. Poiché spesso non ne siamo consapevoli, ci attacchiamo a inezie, a presunti difetti dell’altro, a briciole di non senso pur di avere una scusa per scappare che non implichi ammettere che abbiamo paura, a volte è troppo doloroso ammetterlo, ci fa sentire piccoli, insicuri e incapaci… spulciamo alla ricerca di ciò che manca oscurando così tutto il buono che c’è, è uno dei giochi preferiti della mente egoica, farci trovare motivazioni sensate per scappare spostando l’asticella dei bisogni più in alto per sabotare il nostro presente

 

 

La sensazione di fondo è di avere fame, una fame di contatto, di attenzione, di considerazione, una fame che non è fisica, ma che a volte può persino diventarlo per quella trasposizione che la mente è capace di fare sul corpo.

Il fatto è che bisogna tornare indietro nel tempo, non so dire esattamente a quale età, i terapeuti dicono che le ferite che un essere umano sviluppa si giocano tutte entro i 3 anni, dopo di che tutto è già una ripetizione. Tornare indietro a quando, bambini, avevamo il desiderio profondo di essere visti, considerati e più ancora, di essere contattati con amore e, per qualche motivo, questo non è accaduto o è accaduto troppo poco.

Siamo complesse… gli uomini lo confondono con complicate, così ci definiscono spesso… ma complesse e complicate sono due cose diverse… siamo complesse perché non potrebbe essere altrimenti, le nostre connessioni neuronali, le connessioni tra i nostri due emisferi sono tantissime, è una questione strutturale (http://www.igorvitale.org/2017/04/26/12474/)… e così pensiamo a mille cose insieme, facciamo continui collegamenti, ci ricordiamo tutto… ma abbiamo anche intuizioni che gli uomini non hanno… l’intuito femminile! sentiamo sottilmente ciò che accade spesso prima che accada, sappiamo prima che venga detto o anche quando non viene detto…

Parliamo… parliamo un sacco, amiamo parlare, raccontarci, chiacchierare, a volte facciamo un tale ciccaleccio che ricordo un giorno il marito di una mia amica entrò in cucina, dove stavamo chiacchierando in tre, si fermò, ci guardò, e noi “beh! che c’è?”… e lui “ma c’è qualcuna che ascolta?”… ahahaha!!! in meno di un secondo eravamo di nuovo a chiacchierare e lui fuori dalla cucina…

Cosa vuole una donna?

Poter essere donna

Mentre sul palco dell’Arena del Sole di Bologna la compagnia di Pippo Delbono metteva in scena con lo spettacolo "La Gioia" (nella foto la scena finale) il disagio interiore, la follia, la disperazione, l’angoscia, il dolore, attraverso attori che in prima persona ne hanno fatto esperienza… ho lasciato risuonare più volte la domanda, che Delbono stesso in scena continuava a ripetersi:

Dov’è la gioia?

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