Ci sono lei e lui e c’è l’Amore. L’amore li lega.

Ci si innamora, si cresce insieme, si cambia e accade che si sbaglia, sì… accade, accade che si mette un piede in fallo, si scivola, ci si perde, ci si inganna forse o ci si illude…  e qualcosa tra lei e lui si incrina e non è più come prima perché non sono più soltanto loro due. C’è il dolore che si insinua, la rabbia che divampa, il senso di impotenza che prende, lo smarrimento e nella coppia lui e lei, senza volerlo, gli stessi lui e lei che si amavano diventano vittima e carnefice… e il confine tra l’uno e l’altro è sottile addentrandovisi.

 

Uno sbaglio, piccolo, grande, uno sbaglio, qualcosa che perturba un equilibrio o forse semplicemente mette in luce un disequilibrio che già c’era. E mentre mettiamo il piede in fallo il cuore dell’altro ci dimentichiamo di considerarlo e a volte ce ne accorgiamo quando è troppo tardi.

Penso che lo sbaglio che ho fatto è credere che avrei potuto dimenticare, pensavo che fossimo invincibili, ma adesso so che quello che le persone che si amano si fanno lo ricordano e se restano insieme non è perché dimenticano, ma perché perdonano”.

E’ la frase che lui, nel film “Proposta indecente” dice a lei, che ora ha un altro, mentre con la carta del divorzio in mano si appresta a firmarla, dopo che lei gli ha chiesto di farlo. Lui che dovrebbe essere arrabbiato, e in effetti lo è stato, lui che dovrebbe essere nel dolore, e in effetti lo è, lui… lui comprende che amarla è anche perdonarla. Ed è lì che qualcosa cambia. Lei lo guarda in maniera diversa… lei si sente amata e comprende che come guarda lui non guarda l’altro…

Questa è la loro storia. E’ una storia…

Credo che quando feriamo chi amiamo è perché siamo molto distanti da noi stessi, non è possibile ferire chi amiamo senza ferire al contempo noi stessi, perché chi amiamo è parte di noi, vive in qualche angolo del nostro cuore. Quando non ci accorgiamo di ferire è perché in quel momento non ci sentiamo, non ci stiamo ascoltando e allora possiamo fare del male all’altro indisturbati.

Come si fa a perdonare chi ci ha ferito?  E’ possibile?

C’è chi sceglie di restare vittima, in quel ruolo possiamo restare attaccati alla rabbia, spesso è lei il cappotto di cui ci rivestiamo per non sentire il gelo del nostro cuore quando viene ferito.

C’è chi sceglie di diventare a sua volta carnefice, illudendosi che nella vendetta la rabbia possa uscire da noi e ridonarci la libertà.

Poi c’è chi sceglie di attraversare tutto… rabbia… dolore… impotenza… paura… c’è chi sceglie la strada più impervia, più faticosa… c’è chi sceglie di tornare libero, libero dalle catene nelle quali la rabbia e il dolore bloccano. Senza perdonare restiamo nel nostro personale carcere, sia che rimaniamo nel ruolo di vittime, sia che abbracciamo il ruolo del carnefice.

Vittime e carnefici non sono liberi. Solo chi riesce a perdonare diventa libero.

Il punto non è dimenticare, il punto è integrare la consapevolezza di ciò che è accaduto. Questo ci rende liberi. Amare non è pretendere che la realtà sia diversa da ciò che è, amare è includere e integrare quella realtà dentro di noi… ha a che fare con il modo in cui guardiamo a ciò che è accaduto. E’ permettendoci di sentire quella rabbia verso l’altro, dandole un posto, nominandola… e con essa il dolore… e l’impotenza… e la paura… e la sfiducia… dopo, soltanto dopo… è possibile scegliere di non restarvi attaccati e lasciare andare tutto… accade quando finalmente sospendiamo il giudizio, capiamo che non ci sono persone migliori o peggiori… ma ci sono semplicemente persone… quando comprendiamo che l’altro non è nostro, non è lì per riempire la nostra vita, è una nostra responsabilità farlo… ogni essere umano è nel suo personale cammino e noi siamo infinitamente piccoli per sapere cosa è bene per l’altro. A volte sbagliare è un bene, a volte è il solo modo per cadere, capire e cambiare

Amare è includere dell’altro e di noi anche questi passaggi, il suo scivolare nella fragilità, il nostro scivolare nella fragilità e lasciarci liberi di vivere e di essere come possiamo, come riusciamo…

Quando non perdoniamo il comportamento dell’altro stiamo confermando a noi stessi che non ci permettiamo l’errore e la pretesa di essere perfetti, infallibili è un grande peso dentro di noi.

Nella libertà di perdonare c’è quella di accogliere i nostri limiti. Perdonare non è tornare. Perdonare non è necessariamente restare insieme. Perdonare non è proseguire qualcosa che non ci rende più sereni o al sicuro. Perdonare è semplicemente amare…

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