Un giorno, mentre pensavamo fosse giusto, mentre non ci pensavamo, era solo naturale che non succedesse più niente, così, un giorno… fra sette miliardi di persone tocca di nuovo a noi.

Che cosa?

 

Che t’innamori…

Non sono pronto.

Nessuno lo è.

Non ci credo più.

Problemi tuoi.

Sarà un casino.

Sì.

Qualcuno si farà male.

Probabilmente tutti.

O magari…

O magari no.

Comunque non ho tempo.

Lo troverai.

Non ne ho bisogno.

Invece sì.

Non ne ho voglia.

Ma se ogni notte ti addormentavi pregando il dio che non hai perché succedesse!

Vabbè, ma era una specie di gioco fra me e me, era una bugia.

In verità?

In verità ho paura.

Tanto ormai è successo.

E quando?

Adesso

 

 

(da Adesso di Chiara Gamberale)

Il fatto è che lo desideriamo ma ci spaventa, e più cresciamo più la paura sembra crescere con noi… ma non si dice, si tace, delle due si fa finta che non ci interessi poi così tanto o che tutto sommato non ci scombini tanto la vita. E invece no. La verità è che non scegliamo noi quando, né chi, né se accade mentre siamo da soli, oppure mentre siamo già in una relazione. Semplicemente accade. Quel che viene dopo lo scegliamo noi, ma la scintilla no… “E quando? Adesso. Adesso arriva e fa tutto da solo. Infatti lo invochiamo. Infatti fa paurae non c’entrano solo i corpi… non c’entrano solo le ferite. C’entra comunque il filo che abbiamo usato per ricucirle… c’entrano i cuori, c’entrano le madri, i padri, le persone che abbiamo visto nude…”.

Quando t’innamori è come se la scatola nella quale hai messo via tutto il passato si riaprisse improvvisamente e tu… ci fai i conti… con le emozioni, con le paure, con le ferite, con il modo nel quale i tuoi genitori sono stati in relazione tra loro e con te, con le delusioni, con la speranza, con le aspettative, con i sogni, con le proiezioni. “E’ un evento talmente straordinario che meriterebbe la nostra completa attenzione. Però a quel punto il mondo dovrebbe aiutarci, dovrebbe concederci il permesso. Ci si mette in aspettativa perché i corpi s’ammalano o s’ingravidano. Perché le teste impazziscono. Ma i cuori?... sulle giustificazioni per saltare un giorno di scuola, sui cartelli appesi alle saracinesche abbassate non appare mai scritto INNAMORAMENTO… è così che dovremmo crescere, per essere un po’ più addestrati a non perdere chi, nel tutto uguale, fa la differenza. Riconoscere il suo valore mentre c’è e non quando è ormai di spalle, per sempre lontanissimo”.

Quando t’innamori ti senti diverso, forse più vero, forse non sai più bene chi sei… in qualche modo cambia la percezione che hai di te, cambia il tuo sguardo sulle cose che ti circondano… d’improvviso cambiano le priorità, come se nel tutto che abita la tua vita dovessi fare spazio… c’è bisogno di spazio… per lasciar entrare, per lasciar uscire, per dialogare. E' che... in tutto questo scombussolamento, proprio per questo scombussolamento, si riaffacciano loro… chi?

LE PAURE!

Difendersi, difendersi.

Bisogna difendersi.

Paure io non vi mollo.

Ma voi non mollate me.

Sennò qui finisce che cado.

E cosa succede, se cadi?

Succede che magari cambio”.

Arrivano i dubbi, le domande, le incertezze e se non stiamo accorti assumono una consistenza tale da diventare sabotaggi. La loro forza è pari all’intensità di ciò che proviamo. Più il cuore si spariglia, come dice la Gamberale, più la paura avanza e il nostro inconscio tentativo di sabotare diventa realtà.

Il punto è che ho paura… ma non voglio perderti”.

E allora che si fa? Fuggire a gambe levate? O forse tentare… “altrimenti saremo condannati  a restare in contatto solo con quello che  riusciamo a gestire: cioè con nulla che abbia anche solo vagamente a che fare con  l’amore”.

E’ che forse non siamo mai pronti, forse nessuno lo è, perché tra l’idea che abbiamo dell’innamorarci e ciò che sentiamo quando accade c’è tutta l’imprevedibilità della vita… “ma bisogna lasciargli libero il passaggio. Solo così adesso potrà arrivare dove deve… solo così potrà fare breccia”…

Gli incontri che più ci scombussolano, quelli che ci sollevano più paure, sono proprio quelli che “ci costringono a cambiare quello che riusciamo a cambiare e a fare pace con quello che non potremo cambiare mai: per questo amarsi è un’impresa”.

E’ che quell’Adesso non accade sempre, per questo dobbiamo difenderlo, prima di tutto da noi stessi, siamo noi che non gli facciamo spazio, che in qualche angolo nascosto non siamo sicuri di meritarlo o di poterlo sostenere, o di farcela a cambiare… ma sono solo paure, sono solo pensieri…

E’ che ci sono sette miliardi di persone, al mondo.

Ma fondamentalmente si dividono in due categorie.

Ci sono quelle che amiamo.

E poi ci sono tutte le altre. Che sono tantissime.

Le prime invece sono poche”.