Accade quando non ci stavi pensando, quando eri distratto o troppo preso da altro, accade quando eri stanco, annoiato… ad ogni modo accade e non te ne accorgi… se non dopo “camminavo, non avevo meta; non fu colpa mia se, quel mattino, incontrai la bellezza

Gli incontri più importanti non avvertono mai, non danno segnali e quando te ne accorgi ci sei già dentro, ma una cosa in comune ce l’hanno e la capisci dopo… l’Universo aveva messo in fila tanti passaggi perché tu ci arrivassi, c’è come una trama sottile che da tempo li andava tessendo per farli emergere e renderteli visibili

 

E fu allora che la cosa accadde, un mattino simile agli altri, in cui nulla, né il mio spirito né il mio corpo, mi dava indizi più chiari di sempre. Non voglio dire che le circostanze mi sorpresero: esse si erano già presentate senza che io le accogliessi, ma le circostanze sono così. Sono timide e infaticabili; vanno e vengono davanti alla nostra porta, sempre simili a se stesse, e dipende da noi allungare la mano per arrestare simili passanti (Marguerite Yourcenar)”

Ho pensato all’essere umano che spesso vive alla finestra di se stesso ed è così abituato al panorama della sua vita, a ciò che sa di sé, a ciò che crede di sapere degli altri, che mentre qualcosa di nuovo, di decisamente nuovo, gli passa davanti, proprio perché gli sta passando davanti… spesso non se ne accorge…

A volte siamo così occupati a difenderci che giriamo direttamente le spalle…

Altre tendiamo lo sguardo, ma poi abbiamo bisogno di una scusa, una qualunque, spesso la più banale, che farebbe sorridere anche noi stessi se la ascoltassimo da labbra altrui... per girarci e fingere a noi stessi che non ci interessa…

Quello che amo della vita è la certezza che non si stanca mai di essere, noi sì, lei no… lei continua a scorrere, esattamente come fa la natura con le sue stagioni e te ne accorgi quando di fronte a qualche caos che giunge nella tua di vita… noti che il sole continua comunque a sorgere e tramontare e questa certezza è rassicurante perché comprendi che c’è qualcosa oltre noi che continua ad esistere sempre, e comprendi anche che ogni cosa, piccola, grande, facile, difficile, bella, brutta… passa… e questo relativizza tutto, soprattutto il peso che noi diamo alle cose che viviamo, spesso eccessivo

Più cresci e più ti accorgi che ciò che vivi è proprio una tua scelta “dipende da noi allungare la mano per arrestare simili passanti”… ciò che attiri o non attiri… ciò che vedi o non vedi… ciò che ti vivi o non ti vivi… e ti accorgi che nessuno potrà sostituirsi a te nell’allungare la mano verso quello che da sempre desideri… proprio nessuno… in questa certezza c’è la qualità più profonda dell’essere umano: il libero arbitrio

I passanti non sempre hanno la forma che noi pensavamo, il nuovo non può avere la forma che noi pensavamo altrimenti non sarebbe nuovo, ovvero a noi sconosciuto. Certo è possibile che in qualche angolo di noi esistesse una sensazione sottile, un’intuizione, sulla forma del nuovo, ma il nuovo ha una bellezza che non ci è dato sapere… ti accorgi che è nuovo soltanto perché porta sempre con sé la stessa caratteristica… solleva paura

Chi non sente paura non è veramente nel nuovo e forse non lo è mai stato… il nuovo abita oltre il conosciuto interiore, non esteriore, ed è proprio perché la nostra mente non ha appigli inizialmente per definirlo e incasellarlo… ecco che si allarma… è normale che sia così, però è un indizio che non sbaglia. E più hai paura, più sei di fronte ad un nuovo che ha qualcosa di importante.

Come fare allora a cogliere l’attimo? Il famoso Carpe Diem? Come fare a non perdere il treno? Che cosa può convincerci più di tutto il resto che valga la pena tendere la mano e afferrare o lasciarsi afferrare dal nuovo? Quale può essere la più certa motivazione capace di spazzare via le paure?

La certezza che il tempo scorre indipendentemente da noi e che ogni passante mancato è un tempo perduto, che sicuramente ci insegnerà, forsanche ci preparerà ad un nuovo passante, ma tornerà a dipendere da noi la volontà e il coraggio di afferrarlo… non si scappa da sé stessi, non è possibile, mai… per nostra fortuna!

Steve Jobs  ne parla in maniera grandiosa (vi linko il discorso dal quale l’ho tratta: https://www.youtube.com/watch?v=xmMU1OuWJao&t=13s): “la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato per cui non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro… E cosa più importante abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione… Tutto il resto è secondario… Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti… non accontentatevi. E sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò continuate a cercare e non vi accontentate…”

Siate affamati! Siate folli!”

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