E’ quell’intreccio lì tra i corpi, quello che non si spiega e non si sa come mai avvenga, però accade...

Quello in cui provi troppe sfumature insieme, perché sia il caso

Quello dove puoi essere tutto e il contrario di tutto, timidezza e follia

Quello dove mentre ti perdi hai la sensazione che stai tornando a casa

 Quello che quando raggiungi un orgasmo piangi, ma non sei triste, è la felicità che sembra troppa

Quello che non è passione, è espansione

Quello che non sai più bene dove finiscono i confini, eppure la pelle ha un confine… ma salta

Quello che è un rischio restare, ma più ancora scappare

 Quello che pochi, forse pochissimi, riescono a preservare e difendere… da loro stessi

Quello che chiede il coraggio di respirare il piacere a pieni polmoni

Quello che ti ricorda che accontentarti era non vivere

Quello che la vita fino a quel momento ti sembrava in pausa, ma non lo sapevi

Quello che ti spalanca il cuore mentre tremano le fondamenta perché sembra troppo

Quello che è per pochi…

C’è chi forse questo non l’ha mai conosciuto, chi non lo conoscerà mai, chi l’ha appena assaggiato e chi invece ci si è lasciato morire dentro di vita

E in quell’intreccio volavano quelle parole lì, quelle sussurrate, quelle a voce bassa e cuore aperto, quelle che non credevi avresti mai potuto dire, quelle che non sai da dove sono arrivate, quelle che non puoi trattenere perché vogliono uscire, quelle premature, esagerate, incontrollate, quelle che non ti riconosci… quelle che hanno il gusto della speranza, del bisogno, del desiderio, della voglia… quelle che ti senti nuovo

Mi sono sempre chiesta dove vadano a finire quelle parole lì, quando due innamorati si separano… perché sono parole che conservano il sapore dell’eterno, quelle che dici sotto le coperte come se il mondo non potesse sentirle e rimanessero così solo una cosa tua e sua… una cosa vostra…

Ecco… quelle parole lì dove finiscono? Finiscono? Forse no…

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

E’ il fenomeno dell’ entanglement quantistico, che Einstein definiva la “fantasmatica azione a distanza”, uno dei più interessanti e difficili da comprendere della meccanica quantistica. In base a un famoso teorema dimostrato nel 1964 dal fisico irlandese John Stewart Bell due particelle subatomiche inizialmente accoppiate e che poi vengono separate e allontanate l’una dall’altra, se ad un certo istante invertiamo il senso di rotazione di una delle due, in quello stesso istante anche l’altra inverte il suo senso di rotazione, indipendentemente dalla distanza che separa le due particelle.

Allora… forse… è legittimo sentire l’eterno degli incontri, anche quando finiscono… è legittimo sentire che un filo resta

Chissà se quando qualcuno ti torna alla mente è perché anche dall’altra parte tu torni alla mente dell’altro… a volte capita di sentirsi e cercarsi nello stesso momento, ma chissà quante volte noi non lo sappiamo, ma accade

“E’ che volevo solo dormirti addosso”… è la frase che mi è arrivata improvvisamente oggi mentre stavo girando per casa tra lavoro e pulizie… allora l’ho cercata e ho trovato questa poesia: “è che”, del poeta contemporaneo, Guido Catalano, che riporto:

“è che dicevi le cose giuste
quando avevo bisogno
di parole giuste
e quando sorridevi
mi scardinavi l’anima
o quello che ne resta
poi
dormirti addosso
succedevano alcune cose
alcune meraviglie
tipo
che la mattina
ritenevo plausibile
l’implausibile
tipo quelle robe da film
da romanzo
tipo l’amore
tipo fare colazione assieme
tipo un mondo migliore”.

E se quell’intreccio fai tanto di averlo vissuto e ora non c’è più ti stai chiedendo per quale ingiusto motivo, o vorresti alzare la cornetta e ricordarglielo che ti sentivi così… come fa a non ricordarselo?

… beh! Lui, lei, ti sente lo stesso… e lo sa anche se non glielo dici… i corpi non dimenticano mai anche quando la mente crede di poterli zittire con buone ragioni, quelle che al corpo non gli frega proprio niente di sapere… i corpi conservano e inaspettatamente ricordano… è lì che lui, lei ti ritroverà, inaspettatamente, anche se fossero passati mesi, anni, forse anche una vita…

Maria

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