Qualche sera fa parlando con un’amica ironizzavamo sulle roccambolesche fughe degli uomini che avevamo incontrato nella nostra vita, e tra una battuta e l’altra emergevano le più varie situazioni: essere lasciate con un messaggio telefonico dopo che un paio di sere prima il lui in questione era con te in un letto proferendo parole d’amore, oppure sparire non facendosi più nè sentire nè vedere dopo che il lui in questione ti ha detto “con te mi sento veramente me stesso, con te è diverso”, ma l’oscar della fuga va alla frase “sei troppo per me, sono abituato ad essere trattato male” detta da un lui che non riesce a riconoscere la sua identità se non venendo trattato come uno zerbino.  Spesso le donne si struggono per uomini che non meritano tutta questa attenzione, per un tempo che, comunque sia, è sempre troppo a fronte di comportamenti che mancano di sensibilità e… palle!!!

L’illuminazione mi è arrivata questa estate leggendo il libro di Marie Kondo “96 lezioni di felicità”. Insegna a mettere ordine a livello pratico, un riordino massiccio della propria casa. Così una sera d’estate, complice il fatto che ero da sola, ho seguito il primo passo del metodo e ho raccolto tutti i miei vestiti, estate/inverno, tutto, costumi e cappotti compresi, sul mio letto… uno shock!!!... e dire che non sono assolutamente una fanatica dello shopping eppure… ho fatto una foto alla mole di abiti e inorridita l’ho spedita ad un’amica “potrei vestire un intero villaggio dell’Africa”.

Marie Kondo ti insegna a tenere accanto ciò che ti fa sentire felice e a lasciar andare il resto, non c’entra niente il come mi sta quell’abito, o se è bello, o se l’ho pagato un occhio della testa, la regola è una: MI DA GIOIA, LO TENGO… NON MI DA GIOIA, LO LASCIO ANDARE, magari dandolo a qualcun altro che possa averne bisogno o apprezzarlo.

Così, con mio fratello che ancora ci ride sopra quando glielo racconto, ho iniziato ad abbracciare i vestiti uno ad uno, così come suggerisce la Kondo in caso di dubbi, perché all’inizio non avevo idea di cosa mi desse gioia, guardavo solo quella pila di abiti sgomenta. Passati i primi dieci vestiti è stato tutto in discesa, li abbracciavo e il corpo alcune volte aveva una specie di fibrillazione gioiosa, sorridevo, altre volte era nella totale indifferenza, impietrito, altre ancora proprio lanciava via l’abito con un sonoro no.

La sera stessa, dopo aver fatto la cernita di abiti più grande della mia vita (i 2/3 li ho lasciati andare), e finalmente non avere più armadi inutilmente pieni, con abiti che ritrovi dopo anni perché nascosti dal casino, ho sentito l’effetto contagio del riordino anche nella mia vita privata.

Se ho fatto così per gli abiti… posso fare così anche per le persone” è stata l’intuizione. L’energia e la gioia che si era liberata dopo il riordino (ho pulito fino all’una di notte con gioia!!! Io che odio fare le pulizie) era tale da farmi desiderare di avere accanto solo chi pare a me.

L’indomani ho preso il telefono, mi sono seduta bella comoda, e ho iniziato a scorrere la rubrica cancellando i numeri di chi non volevo facesse più parte della mia vita in quel momento. Una vocina di tanto in tanto ci provava a dirmi “E se poi ti manca? E se poi torna? E se poi hai voglia di ricontattarlo/a”… mi sono presa il mio tempo, per alcune persone ho lasciato passare anche un giorno o due, volevo essere serena mentre cancellavo contatti. E così è stato.

Nell’era della tecnologia ritrovare i contatti è facilissimo (e questo pensiero acquieta la mente ansiosa), ma il gesto di cancellare arriva dritto al cuore come una carezza e un gesto d’Amore, per cui vale la pena farlo senza cadere nel tranello del “ma tanto poi lo ritrovo su fb”… CHI SE NE FREGA!!!

Poi ho tolto le amicizie su facebook… ero stanca di vedermi comparire post nella home di chi non voglio più sapere cosa fa, ma a volte accade che anche se non navighi in chat, ma guardi solo i tuoi post, quell’aggeggio infernale di fb ti butta lì in prima pagina gli aggiornamenti del tuo ex che saltella allegro con la sua nuova fiamma, o del ragazzo che avevi iniziato a frequentare e che ti aveva detto “non sono pronto per una storia” e poi posta le foto del suo viaggio d’amore con un'altra alle Bahamas… CHI SE NE FREGA!!!

Qualcuno si è risentito, mi sono persino sentita dire “Tu che parli d’amore e operi nell’olistico mi hai tolto l'amicizia”… Sì, MICA SONO CRETINA! Lavorare nell’olistico non significa trattare sé stessi da martiri, anzi! Può irritare sentirsi allontanati e che qualcuno a cui hai voluto bene metta un confine chiaro verso di te… ci si può sentire feriti, ma... 

Non è possibile amare l’altro se non ti ami

Non è possibile scegliere l’altro se non ti scegli

Non è possibile rispettare l’altro se non ti rispetti

Mai fare pulizia relazionale sull’onda della rabbia, non funziona, piuttosto su quella dell’amore per sé stessi. E’ molto diverso. Bisogna spostare il focus dall’esterno all’interno… mettere al centro sé stessi e i propri bisogni.  Interrompendo il contatto con qualcuno sull’onda della rabbia, si resta comunque legati a lui o lei interiormente. Se interrompiamo il contatto sull’onda dell’Amore per noi stessi siamo liberi.

Marie Kondo ti insegna a tenere con te gli oggetti che ti trasmettono felicità e, strano ma vero, questo ha a che fare proprio con il nostro senso dell’attaccamento, la paura della perdita e del distacco, la capacità di scegliere e la valorizzazione di noi stessi, anche quando si tratta di persone.

Abbiamo bisogno di circondarci di felicità…

Quando fai la selezione delle persone che vuoi accanto a te lascia andare tutte le persone che non possono apportare nutrimento o gioia alla tua esistenza, senza sentirti in colpa o sbagliato, è un tuo diritto scegliere.

Io per esempio ho lasciato andare tutte le persone che credono di poter andare e venire come gli pare, quelle che credono di poterti manipolare senza che te ne accorgi solo perché sei sensibile e comprensivo, quelle che potresti parlar loro tre giorni consecutivi ma non cambierebbe nulla perché non ci si capisce, quelle che non mi hanno chiesto scusa dopo avermi ferito. Queste persone si riconoscono perché ti fanno perdere energia, ti fanno perdere tempo, ti fanno perdere in autostima, accanto a loro ti senti che non sei tu… lasciandole andare mandi a te stessa/te stesso un messaggio molto chiaro “IO MI AMO E SCELGO CIO' CHE E' BUONO PER ME”.  E allora, piano piano, come per magia (ma magia non è) intorno compariranno persone che ti amano… perché TU HAI FATTO SPAZIO PER LORO!

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