Non ho mai conosciuto una sola persona che non abbia bisogno di sentirsi amata. A volte quando le persone mi parlano riesco a vedere dietro la loro immagine adulta quella del bambino e della bambina che potevano essere. Cambia il modo di percepirli. Mi accade soprattutto quando qualcuno mi parla ed è molto carico di emozioni pesanti, tipo rabbia o paura. Immaginare il bambino interiore dell’altro ridimensiona il fastidio che talvolta gli altri ci provocano. Se fosse un bambino ad essere arrabbiato o ad avere paura saremmo più indulgenti.

 

Nascondiamo la nostra bellezza dietro montagne di comportamenti di compensazione, evitanti, fittizi, che però ci fanno sentire al sicuro. Chi ha occhi per guardare può notare cosa si nasconde dietro, generalmente un bisogno di Amore che per qualche motivo è stato mancato, o un cuore che ha subito troppi scossoni per credere di potersi ancora aprire. Mai come in questa epoca siamo disconnessi gli uni dagli altri, e mai come in questa epoca abbiamo un incredibile bisogno di ritrovare il contatto e l’unione con gli altri.

A volte credo che se ci permettessimo il lusso di dire a chi abbiamo vicino di cosa veramente abbiamo bisogno, tutto sarebbe più chiaro. “Ho bisogno che mi aiuti nel fare questa cosa perché non sono capace”, “ho bisogno che mi abbracci perché sento paura”, “ho bisogno che mi tocchi perché mi mancano le tue carezze”, “ho bisogno che ti assumi qualche responsabilità in più perché mi sento stanca/o”, “ho bisogno di un po’ più di tempo per me e di riscoprire cosa amo fare”…

Crediamo che avere bisogno sia sbagliato… per lungotempo l’ho pensato anch’io… e cerchiamo, ciascuno con i propri mezzi, di arrangiarci per poter dire a noi stessi “non ho bisogno di nessuno, possa fare da solo/a”.

Conosco donne che da sole muovono le montagne, donne forti, donne energiche, trainanti, trascinanti… ma stanche, posso vedere la loro stanchezza dietro tutto il fare che le contraddistingue. Le donne di oggi sono donne sandwich. Strette tra il lavoro, la famiglia e la cura, spesso e volentieri, dei genitori anziani, perché oggi si vive molto più a lungo.

Alda Merini, poetessa dell’Anima, scriveva così:

Non si ama con il cuore, si ama con l’anima che si impregna di storia,
non si ama se non si soffre e non si ama se non si ha paura di perdere.
Ma quando ami vivi, forse male, forse bene, ma vivi.
Allora muori quando smetti di amare, scompari quando non sei più amato.
Se l’amore ti ferisce, cura le tue cicatrici e credici, sei vivo.
Perché vivi per chi ami e per chi ti ama. (poesia “Non si ama con il cuore”)

Qualche anno fa, durante un periodo in cui mi sentivo spersa, d’un tratto ho incrociato due occhi, ero a un ritiro spirituale per ritrovare me stessa. Si era seduto davanti a me durante un pranzo comunitario, nemmeno l’avevo notato, so solo che quando si alzò per portare via il suo vassoio una voce dentro mi disse: “seguilo”. Le risposi “e cosa gli dico?”. “Seguilo”. Così feci.

Mi innamorai e lui di me, mi innamorai senza averlo previsto ed aveva una forza disarmante. E mi sentivo piena di vita. Quando qualche mese dopo lui improvvisamente scelse di andarsene sprofondai nel dolore e nella paura più totali. Ricordo che il dolore arrivava come uno tsunami e credevo che non sarei sopravvissuta. Sono sopravvissuta invece, ho respirato nel dolore, l’ho accolto, per la prima volta nella mia vita in maniera totale mi sono permessa di vivere anche il dolore, dopo l’Amore, senza scapparlo. E avevo una sensazione dentro “lui è venuto per aiutarmi a tornare a casa dentro di me”. Mentre la mia personalità malediceva quanto stava accadendo e cercava tutti i modi possibili per evitarlo, la mia Anima sapeva che quella era la situazione ottimale per me, per imparare davvero ad aprire il mio cuore e tornare ad essere libera. Mi sono data tutto il tempo necessario per stare in questo e pian piano l’ho superato e dopo mi sono sentita molto più forte.

Qualche giorno fa un’amica mi ha passato questo libro “Anime gemelle o Anime compagne?” di Roberta Sava. E’ illuminante perché racconta in maniera semplice il tema della reincarnazione e del senso della vita.

 Dice: “Se l’Anima gemella non esiste , chi è quella persona  che, non appena la vediamo per la prima volta, ci provoca un tuffo al cuore, e la certezza assoluta di averla già incontrata da qualche parte, di conoscerla da sempre?... proviamo una subitanea emozione nei confronti di questa persona che pure non abbiamo mai conosciuto; siamo certi che anche lei prova la stessa cosa nei nostri confronti, sappiamo che ci si capisce soltanto guardandoci , che c’è tra noi un feeling particolare… poi succede qualcosa… non va secondo le nostre aspettative. L’emozione sperimentata nei confronti di lui/lei è inequivocabile: è sicuramente l’Anima gemella, allora perché i fatti ci dicono il contrario?”.

Perché è l’Anima compagna”.

Quando ci incarniamo lo facciamo in compagnia di Anime che fanno parte del nostro stesso gruppo (che si trovano tutte allo stesso livello vibratorio), spiega Roberta Sava, e facciamo tutte le esperienze che ci servono per evolverci, anche quelle dolorose eventualmente, e lo scegliamo consapevolmente. Poi scendiamo e ci dimentichiamo tutto, anche gli accordi presi lassù.

“Noi impariamo, ci evolviamo e cresciamo attraverso le emozioni e le esperienze che viviamo nelle nostre relazioni, e lo facciamo solo grazie ai nostri compagni di viaggio. Ecco perché ci capita di vivere questo senso di riconoscimento con qualcuno che poi scambiamo per l’Anima gemella. Ci conosciamo da sempre… in realtà abbiamo già vissuto tantissime vite…

Questo non giustifica i comportamenti negativi altrui, ma cambia la percezione di noi stessi , dell’altro e della vita più in generale.

“Non sono una vittima. Sono anzi l’unico regista e attore del copione che io stesso ho scritto per me… Non c’è colpa, non c’è errore, ma solo esperienza.  Se accetto che lui/lei è la mia Anima compagna, posso rendermi conto che questa lezione la stiamo imparando insieme…  Molti di noi non vogliono rinunciare al ruolo di vittima. Nella nostra società è compatita, accettata, confortata. Il carnefice, invece, è condannato. Ammettere che noi non siamo vittime significa non poter più mantenere l’immagine di brava persona, perseguitata dal destino, che ci siamo costruiti con cura. Eppure se accettiamo di lasciar andare la vittima, allora acquisiamo un potere immenso. Possiamo decidere… possiamo cambiare ciò che non va… possiamo superare il dolore…

Solo connettendoci alla nostra Anima possiamo accettare una tale visione della vita, si ama con l’Anima, è lei capace di accettare e accogliere.

Quindi permettiamoci tutto, rabbia, dolore, voglia di vendetta, ma poi non crediamo di finire lì, perché siamo molto di più. Oggi quei due occhi incontrati a quel tavolo, dopo tutto lo tsunami, sono ancora parte della mia vita, e sapere intimamente che l’altro, in qualche modo, è stato al Mio servizio per evolvere ed io al Suo cambia completamente il senso degli incontri e del vivere.

Vi abbraccio con l’Anima

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Go to top