Il Natale è un tempo complesso e difficile, credo sia per questo che già un mese prima inizia una sorta di affanno generale che poi diventa nevrosi nella settimana antecedente la vigilia. Tutti corrono, più di quanto già non corriamo solitamente, tutti sentono pressione per qualcosa, il lavoro da concludere, i regali da comprare, decidere con chi passarlo, da chi stare lontani… il caos interiore è riflesso in quello esteriore

Tutto fuori urla “Ama e sii felice”, dalle luci e il calore che richiamano, dalle frasi nelle pubblicità, nelle vetrine, e se questo non è il tuo stato interiore inizi a provare un fastidio, un desiderio di fuga, perche ti senti inadeguato…

A Natale fai i conti con lo stato di tutte le tue relazioni intime, familiari e interpersonali… con ciò che sei stato capace di creare, con i tuoi limiti, con i tuoi desideri, con ciò che vorresti e ti manca

Forse per questo si corre... per non sentire, si mangia oltremodo... per riempire vuoti, si indossano sorrisi e belle parole--- per non sentirsi diversi…

A Natale chi non c’è più ti manca più che negli altri giorni dell’anno, perché tutto richiama allo stare insieme, i vuoti lasciati dalle persone che se ne sono andate si amplificano… e ci fai i conti

A Natale si rischia di litigare di più nelle famiglie (mentre scrivo i vicini litigano appunto, come tutti gli anni) perché intorno ad una tavola, tutti insieme, le dinamiche interpersonali premono per venire fuori, le tensioni nascoste, tutte le frasi non dette, tutto ciò che vorremmo ricevere e non riceviamo, tutto preme per essere affrontato, ma farlo a Natale è scomodo e allora si rimanda, si resiste, tanto è solo un pranzo, o una cena… e poi, spesso, ci si dimentica e si ritorna nel solito tram tram

Restare nel cuore, nell’apertura del cuore e nell’autenticità dei gesti è una grande sfida per ciascuno, restare ancorati a chi siamo e non alla storia familiare che abbiamo assorbito richiede presenza, restare fedeli a ciò che vogliamo realizzare nella nostra vita senza sentirci diversi dal sistema famiglia è per i più coraggiosi…

La famiglia è un grande dono, è un contenitore con radici profondissime, racconta una storia antica e la vita, il bene più prezioso che abbiamo, ci arriva attraverso la famiglia, mai dimenticarsi di questo, soprattutto quando crescendo mettiamo in discussione tutto, anche chi ci ha generato per la necessità legittima dell'essere umano di individuarsi… qualsiasi cosa abbiano potuto fare o non fare i nostri genitori nel loro cammino, non cambia questo inizio, la vita è arrivata tramite loro… senza questo noi non saremmo qui a fare l’esperienza di essere incarnati, con tutto ciò che comporta... la vita è un'occasione unica...

Il mio pensiero in questi due giorni è andato moltissimo a tutti coloro che si sono sentiti soli, a tutti quelli che hanno sentito un po’ di vuoto o tanto vuoto… a tutti coloro che avrebbero voluto alzare una cornetta per riconciliarsi con qualcuno, ma non ne hanno avuto il coraggio… a tutti coloro che si sono sentiti autentici e per questo più fragili, ma hanno coperto la vulnerabilità con il vestito della festa… a tutti coloro che avrebbero voluto riabbracciare qualcuno che amano, ma l’hanno potuto fare solo con il cuore…

… siamo tutti legati, come se un filo luminoso e invisibile ci interconnettesse e siamo fatti tutti della stessa sostanza…

Un bellissimo documentario “Un altro mondo” di Thomas Torelli dice questo: “con la fisica quantistica non facciamo altro che confermare quello che era stato detto da millenni, da millenni e da millenni, niente che esiste è separato dal tutto, tutto è un’unica cosa. A noi sembra frazionata nel tempo e nello spazio, ma è un’illusione. Le cose sono unite da legami invisibili”… quindi anche noi esseri umani

… ma c’è di più “ciò che noi pensiamo esiste realmente, è il famoso pensiero positivo o negativo, l’abbiamo provato tutti, se c’è un pensiero cosiddetto positivo io attiro le cose positive, nell’universo non c’è niente che sia più potente del pensiero, allora i nostri pensieri e le nostre emozioni muovono l’energia, non sono astrazioni, bisogna diventare consapevoli del proprio grande potere personale…

Chi siamo veramente?

Un miracolo unico e irripetibile di coscienza momento per momento”.

Come si sopravvive al Natale?

Ricordando a noi stessi, tra un panettone di troppo, una solita dinamica familiare che si ripete, un vuoto sentito, sorrisi in eccesso… che Noi non siamo la nostra storia familiare, l’abbiamo attraversata, la attraversiamo, ci facciamo i conti, la nostra Anima l'ha scelta per farci crescere, ma noi siamo molto di più ed è solo sedendoci al nostro posto nella tavola della vita, che possiamo guardare a tutto il nostro sistema famiglia con Amore...

Il Natale allora può diventare l'occasione per fermarsi un attimo e fare il punto sulle nostre relazioni, l'occasione per riconciliarsi, per perdonare, per osservare la famiglia da cui proveniamo e scegliere cosa tenere e cosa lasciar andare... 

Albert Einstein diceva questo: “Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è un’altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica”.

La vibrazione dell’Amore è dentro ciascuno di noi… in nessuna vetrina, in nessuna illuminazione, in nessun luogo… è lì, sempre disponibile, per noi… ci chiede di sintonizzarci e questo è ciò che ciascuno di noi, momento per momento, può fare.

Buon Natale

Maria 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Go to top