Nell'immagine Shiva e Shakti, il principio maschile e femminile, la coppia cosmica (immagine dal sito: http://www.yoga-integrale.com/shiva-e-shakti-la-coppia-cosmica/)

Quando ho chiamato la mia amica Claudia Bonfanti che organizza le vacanze olistiche Almaluna a Capalbio avevo un solo desiderio, stare a contatto con la natura e rilassarmi dopo due mesi impegnativi interiormente. Non avrei mai pensato di ricevere così tanto a Capalbio… di questo ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, di risate, comprensione, accoglienza, amorevolezza. Non sapevo quale fosse il tema della vacanza olistica perché avevo cambiato all’ultimo la mia settimana, così qualche giorno prima di partire, per curiosità, ho guardato il sito Almaluna: il Tantra. In men che non si dica ero in contatto con le mie resistenze che mi sono portata fino alla soglia della tenda che mi aspettava al camping.

E ho avuto conferma che dove c’è una resistenza c’è qualcosa che desideriamo profondamente e più la resistenza è forte più c’è una strada apposta per noi dietro. Si tratta di avere coraggio di restare. Le cose che non ci fanno minimamente paura, è perché non ci spostano di un millimetro dalla nostra zona di confort e quindi non ci portano ad una vera espansione.

E’ stato il primo contatto, il primo giorno di Tantra, con un ragazzo, che mi ha permesso di restare. L’incontro mi ha traghettata verso uno spazio di me stessa che avevo dimenticato, mi ha ricordato la donna selvaggia di cui parla il libro “Donne che corrono coi lupi”.

 

Giorno dopo giorno, pratica dopo pratica, mi sono riconnessa alla mia energia vitale, così forte che talvolta spaventa me e forse anche chi incontro, sarà per questo che senza accorgermene me la perdo un po’ per strada. “La tua shakti è intensa”, mi ha detto l’ultimo giorno l’insegnante “non sprecarla”.

Ogni giorno una pratica diversa di Tantra, nel più profondo rispetto, perché quando incontri un corpo incontri un cuore e una storia e ci vogliono mani di velluto… abbiamo danzato bendati in coppia esplorando in maniera libera i corpi fuori dai condizionamenti, abbiamo respirato, tanto, abbiamo giocato con i sensi, il gusto, l’olfatto… e poi rilassamenti guidati, massaggi, mantra, meditazioni… Piano piano la mente allentava e ciò che rimaneva era solo il presente, il contatto con l’altro nel presente. Questo cambiava tutto, cambiava la mia prospettiva cu ciò che voglio e non voglio, su ciò che credevo di volere.

Spesso nelle relazioni guardiamo troppo avanti e manchiamo il presente, che è il solo tempo esistente. E’ abitando il presente nel corpo che srotoliamo davanti a noi la strada che ci conduce a costruire quello che chiamiamo futuro. Spesso abitiamo storie costruite dalla nostra mente, camminiamo verso qualcosa di pensato per vederlo realizzato… e intanto dentro la storia non ci siamo

Il Tantra non ha a che fare solo con la sessualità e il piacere, con l’imparare a fare l’amore in maniera prolungata, il Tantra è una via del cuore, una via per riunire corpo e spirito, per sentire il sacro che è nella materia, nell’essere umano, in tutto, è una strada di consapevolezza per raggiungere la spiritualità passando dal corpo.

Surya Marialaura Bonfanti è la maestra che ci ha guidati nella sperimentazione del Tantra, vibra sulla frequenza dell’amore, fa parte di quelle persone che hanno camminato tanto dentro di sé, lo senti, e per questo emanano un’energia di amorevolezza e consapevolezza, hanno il loro centro. In lei ho sentito l’energia della Sacerdotessa che chiedeva a noi donne di riscoprire, perché siamo noi donne a dover aiutare gli uomini in questo processo di riconnessione al cuore. Questo è ciò che ho fatto mio e che condivido volentieri:

Non si arriva al cuore (4° chakra) senza passare dai genitali (2° chakra)

E' una frase che mi ha colpito tanto perché faceva crollare l’illusione in cui cadiamo, ovvero l’idea che si possa giungere al cuore e alla parte spirituale di sé baipassando il corpo, gli impulsi fisici primitivi, le emozioni. In questo le religioni hanno purtroppo insegnato a demonizzare il corpo e l’hanno messo in contrapposizione allo spirito. Abbiamo molti retaggi e condizionamenti inconsci legati alla sessualità. Spesso viviamo scissi tra materia e spirito, ci viviamo duali, non riusciamo a integrare gli impulsi sessuali più primitivi, selvaggi e per questo carichi di sensualità, piacere, libertà, con il calore e la tenerezza del cuore.

In quei giorni di esperienza e nei seguenti ho iniziato a sentire la forza dei condizionamenti che la società, la famiglia, la religione, la storia scolpiscono dentro di noi senza che ce ne accorgiamo e che finiscono per diventare paure, sensi di colpa , vergogna, dolore: sono questi 4 elementi che ostruiscono il canale energetico che congiunge il nostro pavimento pelvico (la zona che contiene i genitali) al cuore. Per poter liberare il canale vanno affrontati. La via del Tantra è una via che chiede di affrontare anche le densità e le zone d’ombra che ci abitano, per questo non va confusa con banali pratiche per aumentare l’eccitazione e avere prestazioni sessuali grandiose. Il Tantra è una via di ascolto profondo, accettazione e riconoscimento di sé e quindi liberazione. Consiglio di leggere “Tantra” di Elmar e Michaela Zadra

Il fremito… è il punto da cui partire

Il secondo giorno mentre praticavo, pur essendo bendata, il mio corpo ha riconosciuto all’istante le mani e l’energia della persona che avevo incontrato il primo giorno. Il fremito è la chiave per riconoscere la persona migliore per noi in quel momento, in una pratica, come nella vita… è come un sussulto, ti fa dire “eccolo!”, il corpo dice sì a quel tocco, non la mente. La mente magari ti porterebbe altrove, vicino a qualcosa di più rassicurante perché conosciuto o controllabile. Il fremito invece ti porta apparentemente lontano dal tuo punto di partenza, ma solo per riavvicinarti a te stesso più profondamente.

Sta a noi scegliere cosa alimentare: dolore o piacere

Mentre alla fine di una pratica abbracciavo il compagno d’esperienza respirando insieme con tutti i chakra a contatto in sottofondo c’era una melodia dolce. Da un lato sentivo il piacere del contatto, la gioia della condivisione, la libertà di esserci, dall’altro sentivo arrivare da dietro le spalle la mia storia di vita con tutte le sue ferite, mi stava raggiungendo e avrei potuto iniziare a piangere tra le sue braccia come è successo ad altre persone. Lì ho avuto un click: scelgo io cosa alimentare, non la mia mente. Puoi alimentare il corpo di dolore, oppure il piacere dell’esperienza. Ho scelto di condividere solo la gioia del piacere.

So che il dolore è un fortissimo collante e spesso si porta dietro il bisogno di salvare l’altro o di essere salvati dall’altro. A volte entriamo nelle storie così carichi di ferite che non ci accorgiamo di quanto chiediamo all’altro di prendersi cura di noi. Ma posso scegliere cosa condividere solo però se ho imparato a stare con le mie ombre, con il carico delle mie ferite, diversamente non esiste scelta. Spesso quando incontriamo qualcuno risuoniamo proprio sulle nostre ferite, abbiamo a livello profondo storie simili e le usiamo inconsciamente come collante.

Ciascuno di noi ha una camera dei segreti

è giusto averla ed è giusto proteggere l’altro dalla nostra storia, perché è così che lo amiamo davvero. Non è necessario condividere tutto, anche perché non è detto che l’altro sappia stare con tutte le nostre ferite, che sia capace di sostenere il peso di tutto il nostro vissuto passato, ma non per questo non può amarci oggi… noi non siamo la nostra storia, ma è attraverso essa che siamo arrivati in quel preciso punto nel quale incontriamo l’altro, sta a noi onorarla, imparare a convivere con essa e lasciarla andare.

Quando il canale tra i genitali e il cuore sarà libero potremo lasciar circolare liberamente l’energia vitale da noi all’altro, e allora fare l’amore non si riduce a scaricare energia insieme, ma diventa un circolo virtuoso di energia che si alimenta di respiro, presenza, dono di sé.

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