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Ci sono lei e lui e c’è l’Amore. L’amore li lega.

Ci si innamora, si cresce insieme, si cambia e accade che si sbaglia, sì… accade, accade che si mette un piede in fallo, si scivola, ci si perde, ci si inganna forse o ci si illude…  e qualcosa tra lei e lui si incrina e non è più come prima perché non sono più soltanto loro due. C’è il dolore che si insinua, la rabbia che divampa, il senso di impotenza che prende, lo smarrimento e nella coppia lui e lei, senza volerlo, gli stessi lui e lei che si amavano diventano vittima e carnefice… e il confine tra l’uno e l’altro è sottile addentrandovisi.

Questa volta voglio partire dagli uomini. E questa volta voglio mettermi nei loro panni. Forse perché “sono” anche sociologa, forse perché insegnando tango ho continuamente a che fare con il rapporto uomo-donna…

Ieri un uomo mi raccontava questo aneddoto, mentre stava prendendo la mia giacca dall’attaccapanni e mi stava aiutando a rimetterla, un gesto che è così raro da lasciarmi piacevolmente stupita. Mentre lo ringraziavo, mi dice: “qualche giorno fa ero davanti a un negozio e ho fatto il gesto di aprire la porta e lasciar passare una donna, lei mi ha guardato e mi ha detto Guarda che noi due siamo uguali, e col sorriso le ho risposto Saremo uguali, ma facciamo parte di due mondi completamente diversi”. L’ho guardato stupita e lui ha proseguito “per me è normale aprire una porta e lasciar passare una donna, o aprirle la portiera della macchina, …”.

E’ lì che mi sono chiesta, pensando alle donne, “che cosa stiamo facendo? Come ci stiamo ponendo verso gli uomini?”.

 

 

 

Non ho smesso di pensarti,

vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

che mi manchi  e che ti penso.

Ma non ti cerco.

Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.

E mi manca saperlo”.


La legge della risonanza ci racconta che se mettiamo due diapason vicini ed essi hanno la stessa frequenza, ecco che facendo vibrare l’uno anche l’altro risuona pur non essendo stato toccato. E’ l’effetto della risonanza. Ma se variamo anche solo di poco la frequenza del diapason che stiamo toccando ecco che l’altro non vibra più. Una legge semplice che vale anche per noi esseri umani.

La vita è un tesoro che dobbiamo amare”… è la frase che Gilles Placet, psicoterapeuta, analista, creatore del metodo “Quantum Attitude” ®, “Costellazioni Sistemiche Quantiche”®  e “D.M.O.K.A” ®  mi ha scritto sul suo libro “Alchimia Quantica – L’arte della trasformazione” qualche sera fa mentre ascoltavo la sua conferenza presso la Rosa dei Venti a Bologna. Ci sono Anime meravigliose, molto coraggiose, che “lavorano” per contribuire all’evoluzione della coscienza, per aiutare gli altri esseri umani a ritornare nell’amore.

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