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Ci sono momenti nei quali ti sembra che alcune persone non se ne vadano mai, restino dentro di te anche se, ti dici, non vorresti fosse così, con una forza tale da disarmarti. Non puoi vivertele come ti piacerebbe, eppure questo non basta a farti alzare i tacchi, girare la testa dall’altra parte e proseguire per la tua strada da solo. Perché, se portandoli dentro di te il cuore lacrima?

La loro presenza ti ingombra, non ti da più serenità, lo sai, lo senti, eppure pare che quei pochi metri che ti dividono dalla porta che vorresti loro aprire e quelle poche parole decise che potrebbero accompagnare la loro uscita di scena lasciandoti dentro senso di dignità e rispetto per te stesso siano troppo pesanti da dire, come un macigno che si blocca all’altezza del petto. Così resti lì, fermo, rimbalzi tra un’emozione e l’altra, tra la rabbia e il dolore, attimi di illusoria euforia, di tanto in tanto intravedi lampi di scintillante luce, ma sono baleni che squarciano il cielo per poco e poi ti lasciano una scia di amarezza quando velocemente li vedi scomparire all’orizzonte.

A volte penso che la vita sia come un sentiero che si perde all’orizzonte senza che tu possa vederne la fine, come quei quadri nei quali la strada poco a poco si rimpicciolisce sino a scomparire allo sguardo. Ai suoi lati immagino sempre distese verde smeraldo, alberi alti e solidi e in lontananza la distesa azzurra del cielo, con le sue inevitabili nubi passeggere.

Quando immagino il camminare dell’essere umano nella vita, lo vedo così. Non sai esattamente da dove sei partito, perché dentro te porti la storia di intere generazioni… sei già nel cammino... e non sai esattamente dove arriverai, né quanto tempo occuperà il tuo viaggio.

Spesso vorresti già sapere dove giungerai, ma non è possibile, in nessun momento. Hai mete, progetti, sogni, e a volte purtroppo qualcuno non ha neanche quelli, li smarrisce per strada mentre cammina, o meglio li ha dentro di sé, ma non li intravede più.

Mi piace immaginare la vita come un sentiero che si svela.

Ci sono doni che arrivano così, inaspettati e forse per questo sono ancor più speciali.

E’ curiosa quella sensazione di cambiamento che sembri poter toccare con mano quando una persona che da mesi, anni, è dentro la tua vita cambia posizione in essa, come se cambiasse sedia alla tua tavola da tempo imbandita.

Magari non ci avevi mai fatto caso, abituato a vederla seduta al solito posto, non avevi colto i segnali che già da tempo si trasmettevano tra anime che risuonano sin dal primo istante… per questo siede alla tua tavola. La vita ci da continuamente segnali che spesso non cogliamo, per tanti motivi... a volte siamo così ciechi che ci lasciamo scappare da sotto il naso ciò di cui abbiamo esattamente bisogno e desiderio in quel preciso istante. Fortuna che la vita non si stanca di noi e resta generosa fino al nostro ultimo respiro.

Tra tutte le esperienze provate a Miasto posso sicuramente ritenere la AUM Meditation la più intensa, che mi ha lasciato dentro qualcosa di profondo. Essendo stata una delle ultime che ho fatto è probabile che senza le precedenti non avrei potuto creare dentro me quel terreno fertile e quello spazio per viverla immergendomici dentro con tutta la totalità di cui sono stata capace ad oggi.

La AUM è una meditazione nella quale in 12 stadi passi attraverso tutte le emozioni che ti abitano e hai l’opportunità di dar loro espressione ogni volta in maniera diversa, aiutato dalla musica. Sei in un contesto protetto e un’occasione così è difficilissimo che ti possa capitare nella vita di tutti giorni. E’ infatti una meditazione sociale, di interazione e contatto, un dono che ci si fa reciprocamente.

Avevo già avuto un assaggio di trance dance un paio d’anni fa, ma durante la mia esperienza a Miasto per la prima volta ho voluto provarla appieno. E’ incredibile come la mente costruisca idee preconfezionate su tutto ciò che ancora non hai provato, l’ho notato anche questa volta. La parola trance, nella mia ignoranza, mi ha sempre evocato idee strane, immagini di sette, viaggi allucinogeni, ecc.

Qualche sera fa finalmente ho potuto toccare con mano che cos’è la trance dance. In una sala stracolma di persone, tantissimi giovani pigiati uno di fianco all’altro ma ciascuno con il proprio posto, abbiamo condiviso questo viaggio nel mistero del proprio inconscio. Un viaggio oltre la nostra piccola mente, attraverso il cuore. Coraggio, intento, fiducia e respiro le 4 parole chiave che ci sono state date prima di iniziare. Senza l’intenzionalità non puoi approcciarti a questo viaggio, senza coraggio e fiducia non puoi portarlo avanti e senza il respiro non puoi connetterti allo stato di trance.

Ma che viaggio è?

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