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Di ritorno da un weekend su una piccola incantevole isola dove il Tango non è approdato e tutti vivono tranquillamente senza, rifletto sul senso di questo ballo. Non mi è mancato, neanche una frazione di secondo, anzi a dirla tutta nemmeno l’ho pensato. Eppure lo amo, ne ho fatto il perno di svolta del mio romanzo perché credo nella sua forza intrinseca sotto più profili, lo ballo, lo insegno… perché allora non ha sfiorato il mio pensiero nemmeno un attimo? Certo, sono stata via solo pochi giorni, mi sono detta, ma in altre occasioni comunque balenava tra i miei pensieri. Perché questa volta no?

Partire. Andare verso. Andare incontro.

Rifletto su questa parola mentre mi accingo a partire per un viaggio apparentemente piccolo, ma che so, dentro, quanto sia importante per me.

Mentre il treno corre all’imbrunire e lambisce prati verdi, profili di colline, penso al senso del partire, dell’andare, del percorso e mi chiedo: esiste davvero il ritorno? O forse la vita può diventare un’eterna partenza?

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