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Oggi abbracciavo l’amica che ha scelto di seguire il suo Amore e di cambiare vita e paese… la abbracciavo e pensavo che è coraggiosa e che amo le persone che con coraggio seguono ciò che sentono buono per loro… e abbracciando lei abbracciavo la sensazione della possibilità e del cambiamento… del voltare pagina verso un nuovo inizio.

 

Accade quando non ci stavi pensando, quando eri distratto o troppo preso da altro, accade quando eri stanco, annoiato… ad ogni modo accade e non te ne accorgi… se non dopo “camminavo, non avevo meta; non fu colpa mia se, quel mattino, incontrai la bellezza

Gli incontri più importanti non avvertono mai, non danno segnali e quando te ne accorgi ci sei già dentro, ma una cosa in comune ce l’hanno e la capisci dopo… l’Universo aveva messo in fila tanti passaggi perché tu ci arrivassi, c’è come una trama sottile che da tempo li andava tessendo per farli emergere e renderteli visibili

Un giorno, mentre pensavamo fosse giusto, mentre non ci pensavamo, era solo naturale che non succedesse più niente, così, un giorno… fra sette miliardi di persone tocca di nuovo a noi.

Che cosa?

Ci sono lei e lui e c’è l’Amore. L’amore li lega.

Ci si innamora, si cresce insieme, si cambia e accade che si sbaglia, sì… accade, accade che si mette un piede in fallo, si scivola, ci si perde, ci si inganna forse o ci si illude…  e qualcosa tra lei e lui si incrina e non è più come prima perché non sono più soltanto loro due. C’è il dolore che si insinua, la rabbia che divampa, il senso di impotenza che prende, lo smarrimento e nella coppia lui e lei, senza volerlo, gli stessi lui e lei che si amavano diventano vittima e carnefice… e il confine tra l’uno e l’altro è sottile addentrandovisi.

Questa volta voglio partire dagli uomini. E questa volta voglio mettermi nei loro panni. Forse perché “sono” anche sociologa, forse perché insegnando tango ho continuamente a che fare con il rapporto uomo-donna…

Ieri un uomo mi raccontava questo aneddoto, mentre stava prendendo la mia giacca dall’attaccapanni e mi stava aiutando a rimetterla, un gesto che è così raro da lasciarmi piacevolmente stupita. Mentre lo ringraziavo, mi dice: “qualche giorno fa ero davanti a un negozio e ho fatto il gesto di aprire la porta e lasciar passare una donna, lei mi ha guardato e mi ha detto Guarda che noi due siamo uguali, e col sorriso le ho risposto Saremo uguali, ma facciamo parte di due mondi completamente diversi”. L’ho guardato stupita e lui ha proseguito “per me è normale aprire una porta e lasciar passare una donna, o aprirle la portiera della macchina, …”.

E’ lì che mi sono chiesta, pensando alle donne, “che cosa stiamo facendo? Come ci stiamo ponendo verso gli uomini?”.

 

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