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Avete mai notato che quando siamo in prossimità di uno slancio in avanti, di un passo nuovo, o anche solo di una comprensione importante che ci chiarisce la direzione da prendere… il passato, come per scherzo del destino, torna a bussare alla porta?

Decido di cambiare lavoro, magari dopo anni di fatica, di dubbi, finalmente decido e mi arriva una proposta di innalzamento di carriera nel luogo dove per anni avrei voluto essere considerato e riconosciuto di più, ma guarda caso accade proprio quando ho deciso di andarmene…

decido di guardare avanti dopo una delusione d’amore, di aprirmi al nuovo, e come qualcuno si avvicina, l’ex torna sui suoi passi per cercare di riguadagnare terreno dicendo magari quello che avremmo voluto sentirci dire prima di arrivare sfiniti a dire “basta”…

Il passato che bussa alla nostra porta è un brutto scherzo del destino o è un’occasione da non perdere?

Lo so, la prima sensazione che risuona di fronte al “mi arrendo” è di perdita, una sorta di “ho perso”, quasi si potesse vedere chi lo pronuncia, accasciarsi a terra o trovarsi con le spalle al muro, stanco e spossato, dopo una lunga lotta… perché a questo ci fa pensare: alla resa, alla fine di una lotta, e in un certo senso è proprio così…

Se si va oltre, sotto la superficie, c’è una sorta di respiro di sollievo, perché rimandano ad un senso di riposo, arrendersi è un posarsi,  un riposarsi, un dire “basta”, un mollare la presa…

… e se in questo non ci fosse una perdita ma una conquista, anzi La conquista?

Ogni tanto penso a questo contraddittorio e interessante strumento “umano” che è facebook… credo sia la mia parte di sociologa che ogni tanto si fa sentire e a cui piace comprendere i fenomeni sociali. Io uso facebook. Come tanti, dopo le prime resistenze iniziali, ormai risalenti a molti anni fa, mi sono “buttata nella mischia”… poi però non ho potuto fare a meno di osservarmi e di osservare… con curiosità, come faccio sempre. E oggi ho la mia idea.

Ho fatto diverse esperienza introspettive nella mia vita ed ognuna mi ha arricchito, alcune più profondamente di altre, ma ad ogni modo ognuna ha sempre perseguito lo stesso obiettivo, rivelarmi me stessa e riconnettermi sempre di più alla mia essenza.

Senza saperlo passiamo per lo più la vita vivendo alla periferia di noi stessi, dentro ruoli che ci hanno o ci siamo cuciti addosso per proteggerci dal mondo.

E poi accade…

Credevi fossero solo parole da manuali che insegnano l’amore e invece in un giorno così, qualunque, come tanti, ti accorgi che…

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