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E poi accade…

Credevi fossero solo parole da manuali che insegnano l’amore e invece in un giorno così, qualunque, come tanti, ti accorgi che…

 

Forse tra le mani ho avuto una cosa troppo fragile, troppo preziosa, e non sono stato in grado di prendermene cura. Eppure eravamo partiti bene, c’era stato un momento in cui tutto era chiaro, tutto quello che volevo e che non volevo. Poi non so cosa sia successo, forse una distrazione, una paura, o peggio ancora una presunzione. All’improvviso tutto ha preso un’altra strada…

Dove ci siamo persi?”.

Pensiamo di avere sempre tempo. Anzi non pensiamo nemmeno al tempo, lo diamo per scontato. Questa sera ho guardato il film “Molto forte, incredibilmente vicino” (vedi foto), che racconta la storia di come Oskar cerca di superare la morte improvvisa del padre nell’attentato dell’11 settembre alle Torri gemelle. Da qui nasce la mia riflessione che condivido con voi.

“Dove sei Dan?”

“Qui”

“Che ora è?”

“Adesso”

“Che cosa sei?”

“Questo momento”

Ho appeso queste parole al mio armadio, per ricordarmi ogni giorno il potere della presenza nella nostra vita. Finisce così il film “La forza del campione”, tratto dal romanzo “La via del guerriero di pace”, di Dan Millmann. Vi consiglio di vederlo, ogni parola è un insegnamento.

Qualche giorno fa camminavo per strada e davanti a me c’era una coppia che si teneva mano nella mano. Guardavo le loro mani e pensavo “chissà se si stanno accorgendo di quanto sia prezioso quel loro contatto?”.

Cominciai ad amarti il giorno in cui ti abbandonai”.

Questa frase dolcissima mi ha raggiunto qualche giorno fa quando mi è capitato tra le mani, apparentemente per caso, il romanzo “Prometto di sbagliare” di Pedro Chagas Freitas. Mi ha colpito subito, in particolare il sottotitolo: “l’amore arriva quando smettiamo di essere perfetti”. Allora mi sono chiesta: “Quanto tempo passiamo a cercare di essere perfetti? Quanto tempo sprechiamo per dimostrare agli altri (o forse a noi stessi?!) di essere apprezzabili, rispettabili, attraenti, giusti, all’altezza, amabili?”

“Prometto di sbagliare!”. Che frase stupenda. Pensate se avessimo potuto permetterci di esprimerla già da bambini, invece di “Prometto di fare il bravo”! Quanto di questo rimane in noi crescendo e diventa ansia da perfezionismo che ci inchioda al muro e incasina le nostre relazioni, soprattutto quelle più significative? L’errore è quanto di più utile abbiamo per conoscere noi stessi, per comprendere cosa ci fa male e cosa ci fa bene, per orientare la nostra rotta. Ho quindi pensato alle promesse nuziali, a quei “prometto di esserti fedele sempre, di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita…” e sorrido, non posso fare a meno di sorridere, alla luce di tutti i tradimenti, le infedeltà e la falsità nelle quali tanti di noi cadono perché non riusciamo a fare diversamente.

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