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“Dove sei Dan?”

“Qui”

“Che ora è?”

“Adesso”

“Che cosa sei?”

“Questo momento”

Ho appeso queste parole al mio armadio, per ricordarmi ogni giorno il potere della presenza nella nostra vita. Finisce così il film “La forza del campione”, tratto dal romanzo “La via del guerriero di pace”, di Dan Millmann. Vi consiglio di vederlo, ogni parola è un insegnamento.

Qualche giorno fa camminavo per strada e davanti a me c’era una coppia che si teneva mano nella mano. Guardavo le loro mani e pensavo “chissà se si stanno accorgendo di quanto sia prezioso quel loro contatto?”.

Cominciai ad amarti il giorno in cui ti abbandonai”.

Questa frase dolcissima mi ha raggiunto qualche giorno fa quando mi è capitato tra le mani, apparentemente per caso, il romanzo “Prometto di sbagliare” di Pedro Chagas Freitas. Mi ha colpito subito, in particolare il sottotitolo: “l’amore arriva quando smettiamo di essere perfetti”. Allora mi sono chiesta: “Quanto tempo passiamo a cercare di essere perfetti? Quanto tempo sprechiamo per dimostrare agli altri (o forse a noi stessi?!) di essere apprezzabili, rispettabili, attraenti, giusti, all’altezza, amabili?”

“Prometto di sbagliare!”. Che frase stupenda. Pensate se avessimo potuto permetterci di esprimerla già da bambini, invece di “Prometto di fare il bravo”! Quanto di questo rimane in noi crescendo e diventa ansia da perfezionismo che ci inchioda al muro e incasina le nostre relazioni, soprattutto quelle più significative? L’errore è quanto di più utile abbiamo per conoscere noi stessi, per comprendere cosa ci fa male e cosa ci fa bene, per orientare la nostra rotta. Ho quindi pensato alle promesse nuziali, a quei “prometto di esserti fedele sempre, di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita…” e sorrido, non posso fare a meno di sorridere, alla luce di tutti i tradimenti, le infedeltà e la falsità nelle quali tanti di noi cadono perché non riusciamo a fare diversamente.

L'opposto dell'amore non è l'odio, ma è la paura. Quando ami ti espandi, quando hai paura ti ritiri.

Quando ami ti apri. Quando hai paura ti chiudi. Quando ami hai fiducia. Quando hai paura ti assalgono i dubbi” (Osho).

Le cose che più desideriamo nella vita, le più importanti, i grandi tesori che vorremmo raggiungere si nascondono proprio là, dietro le nostre paure. Conosco bene l'emozione della paura, e quello che ho compreso negli anni è che a volte, quando è troppo forte, oscura completamente ciò che vogliamo davvero, sino a pensare di non desiderarlo affatto. E' un gioco della mente e a ben guardarlo funziona... ma a nostro discapito.

Provate a dirlo ad alta voce, ora, mentre state leggendo. Chiudete un attimo gli occhi, immaginate di avere davanti una persona che amate molto e dite: “ho bisogno di te!”. Che effetto fa questa frase?

Lunedì, mentre facevo un’esperienza olistica che si chiama – Camminata verso il femminile – ad un certo punto ho visto una persona davanti a me, che amo molto. Il conduttore mi ha detto: “Prova a metterla davanti a te immaginariamente e a dire “ho bisogno di te!”. Mi sono fermata un attimo e una parte di me non ne voleva sapere di dire questa frase, ma l’ho detta, ad alta voce ed è stata molto liberatoria. E ho compreso quello che non avevo mai capito prima.

Vi ricordate la storia del leone Christian, adottato da Jhon ed Ace Bourke nel 1969 a Londra, mossi a compassione dal vederlo solo e chiuso in gabbia, in vendita da Harrods? Per 10 anni si presero cura di lui facendolo crescere nel prato della chiesa vicina, poi furono obbligati a reintegrarlo in Africa a causa della sua grandezza. Passò il tempo e si pensò che il leone avesse dimenticato i suoi due amici, poiché di nuovo a contatto con la sua natura selvaggia. Jhon ed Ace però decisero di tornare in Kenya, 35 anni dopo, per rivederlo. Gli spiegarono che sarebbe stato inutile il viaggio, perché il leone era ormai capo branco, adulto e raramente si avvicinava agli uomini, e anzi avrebbe persino potuto attaccarli, ma loro partirono ugualmente e quando arrivarono si misero ad osservare la riserva da lontano…

 

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