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 La donna errante procede alla ricerca della terra della libertà. “Come ci arriverò?”

La ragione risponde: “La strada è una. E una soltanto. Lungo gli argini della fatica, attraverso le acque della sofferenza, non ce n’è altra”.

Tra poco meno di una settimana si va alle urne e, come forse molti, la voglia di votare non la sento, per tanti motivi, ma questo è così già da anni.

Ieri sera mi trovo a guardare il film “Suffragette” che nel 2015 ha portato sul grande schermo il movimento di emancipazione femminile per ottenere il diritto al voto per le donne (dalla parola "suffragio" nel suo significato di "voto"). In seguito la parola "suffragetta" ha finito per indicare, in senso lato, la donna che lotta o si adopera per ottenere il riconoscimento della piena dignità delle donne, coincidendo in parte quindi con il termine femminista.

Quando passiamo anni a desiderare ardentemente un cambiamento non ci accorgiamo di quanto quel desiderare ci faccia sentire vivi, e plasmare con la mente il nostro cambiamento, dare forma a ciò che desideriamo, è un dolce e struggente cullarsi in qualcosa che ancora non c’è, ma che mentre ce lo figuriamo diventa reale dentro di noi.

Desiderare implica un’assenza e un volere.

Ci accorgiamo che il nostro desiderio è stato esaudito, che il cambiamento è avvenuto, quando già lo stiamo vivendo, ma il passaggio, l’istante che definisce Me prima del cambiamento da Me dopo il cambiamento è inafferrabile. E quando scivoliamo nel nuovo Me muore il vecchio Me.

Chi il proprio equilibrio non l’ha mai trovato non può temere di perderlo, non possiamo perdere ciò che non abbiamo e anzi va probabilmente verso gli altri e la relazione proprio per trovarlo, perché in qualche modo, senza saperlo, vuole che sia l’altro a darglielo. Tanti amano così, o meglio si relazionano così: “senza di te non vivo”, “tu mi completi”, siamo due metà”. Io credo che ognuno sia un UNO, INTERO. Accade quando il vuoto è insopportabile, la solitudine insostenibile… e all'inizio non è semplice fare i conti con queste sensazioni, a volte richiedono molto tempo e coraggio per essere affrontate e sciolte. Ma non siamo isole, per quanto interi, l'unione con l'altro da noi è un nostro desiderio primitivo.

1) Cambia di posto

Quando sediamo sulla sedia sbagliata lo sappiamo, che sia per lavoro, per amore. A volte sono necessari compromessi e imparare a stare il più comodi possibili laddove non è il nostro posto, ma ricordati che è solo un passaggio, cerca sempre varchi, anche piccoli, per portare la tua energia verso ciò che ami fare, perché lì ci sei tu e resta pronto a fare il salto quando il varco si allarga abbastanza perché tu possa cambiare di posto

2) Ricorda che l’altro sei tu

Non esistono nemici, solo persone. Arriviamo qui, su questa terra, per imparare e gli altri sono necessari a questo, ma siamo tutti emanazione della stessa sostanza, che è Amore. Ricorda che quando l’altro ti ferisce o ti tradisce, sta ferendo e tradendo prima se stesso. Ma non preoccuparti che lo sappia, basta che lo sai tu. E’ possibile perdonare solo comprendendo che l’altro era necessario per aiutarci a crescere, ma non per questo deve restare nella nostra vita. Permettiti di scegliere il meglio per te, una volta che ti sei specchiato nei suoi occhi e ti sei visto

Ci sono persone che abbiamo sfiorato per breve tempo, ma che hanno cambiato qualcosa di noi in maniera radicale. Le incontriamo, in un istante le perdiamo eppure ci rendono migliori, o peggiori. Passano, se ne vanno e hanno la capacità di metterci in braccio al nostro destino. E non è nemmeno la persona in sé, è la magia del momento in cui ci si allinea, come due ascensori che, anche se vanno in direzioni opposte, si trovano per un istante alla stessa altezza”.

Mi stupisce sempre la capacità che ha Fabio Volo di descrivere le emozioni e i processi umani con disarmante semplicità. E anche se la storia che racconta in “Quando tutto inizia”, quella di due amanti, non c’entra con la tua storia, le emozioni, i gesti, i pensieri, le parole con le quali dipinge la lacerazione del distacco risuonano con i distacchi che hai sperimentato tu in prima persona.

Mi ha tenuto sveglia ore questa notte, e leggere di notte è magico, perché entri nel senza tempo.

Tutto inizia quando accetti la fine.

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