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Perché, dopo il primo impatto, ci avevamo preso gusto…

Adesso le confido chi sono. Adesso cerco di scoprire chi è. Adesso uso parole nuove.

Adesso lo tocco come non ho mai toccato nessuno… Adesso sono nuovo, sono nuova.

Adesso magari cambio… (C. Gamberale – Adesso)

Inizia così, di solito… con un senso di frastornamento, la sensazione di non sapere più bene chi sei, un senso di vertigine interiore, una sottile eccitazione che non ti lascia mai… Ti dimentichi le cose, il cuore ricomincia a correre più veloce, i desideri sopiti riemergono, i sogni prendono il largo… tutto, improvvisamente, sembra di nuovo possibile, tocca di nuovo a noi… ma… “essere innamorata di lui la fa sentire indifesa” e allora rispuntano da qualche angolo ben nascosto dentro di noi…

Un tempo restare era la sola possibilità, oggi restare è la scelta più ardua nelle relazioni.

In Giappone quando un oggetto di valore si rompe lo si ripara con oro liquido. Laddove si è rotto un’antica tecnica, il Kintsugi, permette di mostrare le fratture d’oro, invece di nasconderle. Le ferite d’oro sono esibite come un pregio. Sono il segno della rinascita. L’idea di fondo è che dall'imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.

“Nella filosofia occidentale tendiamo invece a nascondere le nostre ferite, il nostro dolore, per non riviverlo, per dimenticare. Consideriamo le cicatrici come un qualcosa da eliminare o da occultare. Qualcosa di disarmonico che rovina la figura, che non va mostrato e valorizzato. Un punto debole, invece che un punto di forza. Ci mostriamo forti, inscalfibili, ci descriviamo come guerrieri, così saldi e statuari dentro le nostre grandi, luccicanti e sfarzose armature, senza ferite di guerra ma con tanti trofei. Trofei? E se questi trofei non fossero quelli ammassati sopra una libreria? Se fossero al di sotto delle armature? Se fosse altro di noi a dover scintillare?” (http://liberodipensarci.blogspot.it/2014/09/kintsugi.html) 

Quando qualcosa si rompe noi, nove volte su dieci, lo buttiamo e lo ricompriamo nuovo.

E quando anche solo abbiamo la sensazione che qualcosa s’incrini o non funzioni più come prima lo buttiamo e cerchiamo qualcosa di migliore.

Non sappiamo più aspettare, fatichiamo a riparare e soprattutto non sappiamo più… restare.

Oggi abbracciavo l’amica che ha scelto di seguire il suo Amore e di cambiare vita e paese… la abbracciavo e pensavo che è coraggiosa e che amo le persone che con coraggio seguono ciò che sentono buono per loro… e abbracciando lei abbracciavo la sensazione della possibilità e del cambiamento… del voltare pagina verso un nuovo inizio.

 

Accade quando non ci stavi pensando, quando eri distratto o troppo preso da altro, accade quando eri stanco, annoiato… ad ogni modo accade e non te ne accorgi… se non dopo “camminavo, non avevo meta; non fu colpa mia se, quel mattino, incontrai la bellezza

Gli incontri più importanti non avvertono mai, non danno segnali e quando te ne accorgi ci sei già dentro, ma una cosa in comune ce l’hanno e la capisci dopo… l’Universo aveva messo in fila tanti passaggi perché tu ci arrivassi, c’è come una trama sottile che da tempo li andava tessendo per farli emergere e renderteli visibili

Un giorno, mentre pensavamo fosse giusto, mentre non ci pensavamo, era solo naturale che non succedesse più niente, così, un giorno… fra sette miliardi di persone tocca di nuovo a noi.

Che cosa?

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